Spedizione gratuita in tutta Italia per ordini a partire da € 69,00
Torna al journalskin Journal

Pelle21 giugnoIlenia Delli Santi

Solstizio d'estate.

Pratiche di benessere e di cura della pelle in armonia con la stagione del sole.

Tramonto basso su un prato, con i raggi del sole tra gli alberi

Il 21 giugno la luce raggiunge il suo punto più alto e per qualche giorno il sole sembra rallentare la sua corsa: le ombre si accorciano, le serate si allungano e il paesaggio entra nella fase più generosa dell'anno. È il Solstizio d'Estate: un evento astronomico che segna l'inizio della stagione luminosa e che, da secoli, viene osservato come un momento di passaggio. Molto prima che il tempo fosse scandito da notifiche e calendari digitali, erano le stagioni a orientare la vita quotidiana. Si seminava, si raccoglieva, si riposava seguendo il ritmo della terra. Il solstizio rappresentava una soglia precisa: il momento in cui la natura mostrava il massimo della sua espansione. Eppure anche in noi qualcosa cambia, forse perché lo abbiamo dimenticato, ma il corpo resta profondamente stagionale: dormiamo diversamente, cambiano l'appetito, l'energia, il tempo trascorso all'aperto. Cambia anche la pelle, che risponde alle ore di luce, al calore e all'esposizione agli elementi con una sensibilità che spesso sottovalutiamo.

Il sole in un cielo azzurro con nuvole sottili

01

Un'occasione

Il solstizio può allora diventare un'occasione per osservare questi cambiamenti con maggiore attenzione, come un invito a ristabilire una relazione più consapevole con il tempo naturale.

02

Il giorno più lungo dell'anno e i rituali della luce

La parola “solstizio” deriva dal latino solstitium, ovvero “sole fermo”: il momento in cui il sole raggiunge la sua massima altezza rispetto all'equatore terrestre e le ore di luce toccano il loro apice. Nelle tradizioni celtiche, nei culti della terra e nelle celebrazioni popolari diffuse in tutta Europa, il solstizio era il tempo della raccolta delle erbe medicinali, considerate particolarmente ricche e vitali grazie all'intensità della luce. Molti di questi gesti sono arrivati fino a noi: in Italia esiste ancora la tradizione dell' Acqua di San Giovanni: una preparazione semplice realizzata lasciando in infusione fiori ed erbe aromatiche raccolti in natura durante la notte più luminosa dell'anno. Al mattino l'acqua viene utilizzata per lavare viso e mani, come gesto simbolico di rinnovamento e buon auspicio. Al di là del significato spirituale, ciò che colpisce è la centralità del contatto con il mondo naturale. Un rapporto fatto di osservazione, presenza e piccoli rituali quotidiani.

Fiori ed erbe raccolti che galleggiano nell'acqua di un bacile metallico

Acqua di San Giovanni — Nesma Elaassar, CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons

03

Quando cambia la stagione, cambia anche la pelle

La pelle è il nostro primo punto di contatto con il mondo esterno, per questo percepisce immediatamente il passaggio tra una stagione e l'altra. Con l'aumento delle temperature aumenta anche la produzione di sebo, la sudorazione si intensifica e l'esposizione al sole, al vento, alla salsedine o al cloro modifica temporaneamente l'equilibrio cutaneo. Molte persone notano una pelle apparentemente più luminosa durante l'estate, ma allo stesso tempo più incline alla disidratazione, alle scottature e agli arrossamenti. Sono condizioni frequenti: la pelle può apparire nutrita in superficie e avere comunque bisogno di acqua e sostegno alla barriera cutanea. Per questo motivo la skincare estiva richiede un approccio diverso rispetto ai mesi più freddi.

04

Una skincare estiva più essenziale e consapevole

Se l'inverno invita a proteggere e nutrire, l'estate suggerisce spesso di alleggerire.

Scegliere texture leggere. Con il caldo, la pelle tende a preferire formule fresche e facilmente assorbibili. Una routine più essenziale permette di mantenere comfort ed equilibrio anche nelle giornate più afose.

Idratare costantemente. L'esposizione al sole, il vento e l'aria condizionata possono contribuire alla perdita d'acqua transepidermica. Mantenere una buona idratazione è uno dei gesti più importanti per preservare elasticità e luminosità.

Detergere con delicatezza. La necessità di rimuovere sudore, filtri solari e impurità non dovrebbe tradursi in una detersione aggressiva. La pelle ha bisogno di essere accompagnata, e non privata delle sue difese naturali.

Proteggere la pelle. La pelle è maggiormente esposta al sole sia per la stagione, che per la tendenza ad indossare capi più leggeri, corti e smanicati. Non dimentichiamo di proteggere con cura e di monitorare le nostre esposizioni.

Lasciare spazio al rituale. La cura della pelle può diventare un momento di pausa alla fine della giornata: un gesto lento dopo una doccia fresca, un massaggio delicato sul viso prima di andare a dormire. Pochi minuti che riportano l'attenzione al corpo e alle sue sensazioni.

05

Cosa ci insegna il Solstizio d'Estate? Qual è l'invito del sole?

In estate desideriamo più leggerezza, più movimento all'aria aperta, più contatto con la luce. Trascorriamo meno tempo negli spazi chiusi e cerchiamo spontaneamente una maggiore connessione con l'esterno. Osservare il solstizio oggi può significare proprio questo: riconoscere che non siamo separati dall'ambiente che ci circonda. Prendersi qualche momento per rallentare. Fare una passeggiata al tramonto. Consumare i pasti con maggiore calma. Trascorrere tempo in natura senza uno scopo preciso. Piccoli gesti che ci aiutano a uscire dalla logica della performance per tornare a quella della presenza.

Grazie per la tua attenzione e buon Solstizio!

Prossima lettura

Mani che mostrano alcune bacche essiccate sul palmo, sopra una ciotola rustica

Cultura

L'equinozio d'autunno.

Leggi
Torna all'archivio