Da rimedio tradizionale a cosmesi sostenibile.
Il racconto di una filiera siciliana che trasforma gli scarti in valore.
Quando scegliamo un ingrediente cosmetico, spesso ci soffermiamo sulle sue proprietà e sui risultati che può offrire alla pelle. Più raramente ci chiediamo da dove provenga, chi lo coltivi e quale storia custodisca prima di arrivare in un laboratorio.
Per noi, invece, conoscere l'origine delle materie prime è parte integrante del loro valore. È per questo che abbiamo voluto incontrare Gaetano Spitale, imprenditore agricolo di San Cono, luogo nel cuore della Sicilia e territorio noto per la sua lunga tradizione nella coltivazione del fico d'India.
È stato un incontro che ci ha permesso di comprendere come, dietro un ingrediente cosmetico, possano esserci persone, scelte coraggiose e un profondo rispetto per la terra.
Azienda agricola Spitale, San Cono
Una storia iniziata nel 1987
L'azienda agricola della famiglia Spitale muove i primi passi nel 1987. All'epoca l'area era destinata alla zootecnia, ma fu proprio la famiglia a decidere di convertirla in terreni agricoli, iniziando con circa quaranta ettari coltivati a ortaggi in pieno campo.
Negli anni la visione si è ampliata: alla produzione orticola si sono affiancate nuove colture, dando vita a una realtà sempre più diversificata, nella quale convivono oggi fico d'India, melograno, ulivi destinati sia alla produzione di olio sia alle olive da mensa e altre coltivazioni tipiche del territorio.
Una crescita che è sempre stata accompagnata da un'attenzione particolare verso l'agricoltura biologica e la sostenibilità, quando ancora questi temi non erano al centro del dibattito come lo sono oggi.
Sostenibilità costruita ogni giorno
Parlando con Gaetano emerge subito un aspetto: la sostenibilità, per loro, non è uno slogan.
L'azienda produce gran parte dell'energia necessaria grazie agli impianti fotovoltaici installati in azienda, riducendo in modo significativo il proprio fabbisogno energetico esterno.
Anche gli scarti vengono valorizzati. Le potature degli ulivi, ad esempio, vengono trasformate in cippato, restituendo nuova utilità a un materiale che altrove verrebbe semplicemente eliminato.
È un modo di fare agricoltura che punta a utilizzare al meglio ogni risorsa disponibile, riducendo gli sprechi e cercando un equilibrio tra produzione e rispetto dell'ambiente.
Il fico d'India: un simbolo del territorio
Il frutto viene commercializzato fresco durante la stagione, ma trova anche impiego nella produzione di succhi e confetture.
La parte forse meno conosciuta, però, riguarda le pale della pianta: quelle che tradizionalmente potrebbero essere considerate semplici residui della coltivazione diventano una preziosa materia prima grazie a un processo di recupero che rappresenta un bellissimo esempio di economia circolare.
Il processo: lento e rispettoso della materia prima
Le pale del fico d'India vengono raccolte e tagliate in fette molto sottili, di circa sette millimetri.
Successivamente affrontano un lento processo di essiccazione della durata di circa 70 ore chepermette di preservare una parte importante delle molecole bioattive naturalmente presenti nella pianta, ottenendo una materia prima di elevata qualità destinata alla successiva trasformazione.
Un sapere che arriva dalla tradizione
Gaetano mi ha raccontato anche un'abitudine che in Sicilia è ancora ben conosciuta: quando ci si procurava una piccola ferita o una scottatura, era consuetudine aprire una pala di fico d'India e applicarne direttamente il gel sulla pelle. Si tratta di un rimedio della tradizione popolare, tramandato da generazioni e ancora oggi ricordato da molte famiglie siciliane.
È affascinante pensare che una pianta da sempre presente nella cultura contadina continui ancora oggi a suscitare interesse, anche nella ricerca cosmetica moderna.
Dietro ogni ingrediente c'è una scelta
Siamo felici di aver scelto una filiera, un territorio e persone che, da quasi quarant'anni, lavorano con l'idea che la sostenibilità non significhi semplicemente ridurre gli sprechi, ma imparare a riconoscere il valore nascosto in ciò che troppo spesso viene considerato uno scarto.
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Benefici:
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- Addolcisce e dona comfort immediato alla pelle;
- Illumina visibilmente l'incarnato;
- Aiuta a proteggere la pelle dallo stress ossidativo;
- Prepara a ricevere al meglio i trattamenti successivi.